Vai al contenuto
Gemme e Radici

Home / Alberi da frutto

Alberi da frutto · 4 min di lettura · Aggiornato il 26 ottobre 2026

Bolla del pesco: come riconoscerla e quando intervenire

Bolla del pesco (Taphrina deformans): sintomi, condizioni di infezione, momenti giusti per intervenire e rimedi senza chimica, secondo i servizi fitosanitari.

Bolla del pesco: come riconoscerla e quando intervenire
18 °Coltre, il fungo non infetta
12 oredi bagnatura per infettare i germogli
28 kg/harame massimo in 7 anni

Se in primavera le foglie del pesco si accartocciano, si ispessiscono e si arrossano, si tratta quasi certamente di bolla, causata dal fungo Taphrina deformans. Si può prevenire, ma sulle foglie già colpite non si può più fare nulla.

Come si riconosce

La RHS descrive foglie accartocciate, ispessite, deformate e spesso rosse; Alberto Aldini, in un articolo sulle prove finanziate dalla Regione Emilia-Romagna, parla di «ipertrofie dei tessuti di colore rosso vivo». Sulle foglie compare poi una patina biancastra di spore, e le foglie cadono presto: la pianta si defoglia e perde vigore. Più di rado sono colpiti anche germogli e frutti.

Le infezioni prima della fioritura colpiscono solo la vegetazione; quelle in fioritura o subito dopo, secondo Aldini, possono causare danni consistenti ai frutticini.

Perché si tratta prima

Il fungo è già sulla pianta: secondo la RHS sverna nelle gemme e nelle screpolature della corteccia, entra nelle foglie giovani quando le gemme si aprono e poi produce spore che tornano su gemme e corteccia. Una volta penetrato nel germoglio, avverte Aldini, «non è più possibile fermare l'evoluzione della malattia».

L'infezione è favorita dal fresco e dalla bagnatura prolungata. Secondo il Servizio Fitosanitario emiliano (Rossana Rossi, 2010) oltre una certa temperatura il fungo non infetta più, ma resta sulla pianta e prepara l'inoculo dell'anno dopo; Aldini collega il rischio alla rottura delle gemme a legno con massime sopra i 6 °C.

Temperatura e infezione

Tmax oltre 6 °C a rottura gemmesoglia di blocco
01825
infezione possibileil fungo non infetta
°C

Bagnatura che basta per infettare

Germogli: infezione12 ore
Germogli: infezione grave24 ore
Germogli (Aldini)15–20 ore
Frutti, con pioggia oltre 15 mm24 ore
Le soglie variano un po' tra gli studi (Rossi 2010, Aldini 2009): conta la bagnatura prolungata.

Quando intervenire

La difesa è preventiva. Rossi parla di trattamenti «fra l'autunno e la fine dell'inverno» per ridurre le spore; nella tabella di Aldini la difesa va dal «bruno da caduta foglie» al «bottone rosa». Il notiziario agrometeorologico per la provincia di Ancona (febbraio 2023) indica: «Intervenire a fine dell'inverno nella fase della rottura delle gemme e successivamente in funzione dell'andamento climatico».

La difesa, fase per fase

  1. Caduta delle fogliePrimo intervento preventivo, utile anche contro i cancri rameali
  2. InvernoIl fungo sverna in gemme e screpolature della corteccia
  3. Rottura delle gemmeIntervento principale, prima delle piogge
  4. Fino al bottone rosaRipeti se il tempo resta fresco e piovoso
  5. PrimaveraTogli le foglie bollate prima della patina bianca

Lo stesso notiziario consiglia l'intervento alla caduta delle foglie, con prodotti rameici, anche contro i cancri rameali del pesco, e osserva che i trattamenti contro la bolla sono di solito sufficienti anche contro il corineo.

Prodotti

Per la difesa integrata il notiziario elenca prodotti rameici, dodina e ziram (fino a fine fioritura); in biologico i rameici. Aldini ricorda che rame e polisolfuro di calcio funzionano «a patto che vengano utilizzati preventivamente e con i dosaggi opportuni». Le dosi per ettaro delle schede professionali non si traducono “a occhio” per un singolo albero. E conta il tempismo: Aldini raccomanda di intervenire «tempestivamente prima delle piogge», perché dopo l'infezione è troppo tardi.

Senza chimica

La RHS, che nel Regno Unito non indica fungicidi disponibili per i giardinieri amatoriali, punta sulla prevenzione fisica. La seconda ondata di foglie non viene reinfettata, ma la defogliazione indebolisce comunque l'albero.

Prevenzione fisica (RHS)

  • Riparo antipioggia da novembre a metà maggio (pesco a spalliera)
  • Copertura fino a 30 cm da terra, lati aperti agli impollinatori
  • Foglie colpite raccolte prima della patina di spore
  • Varietà meno sensibili: 'Avalon Pride', 'Redhaven', 'Rochester'

In potatura elimina i rami secchi o infetti, come indica il notiziario marchigiano per diverse drupacee: vedi la guida alla potatura degli alberi da frutto. Se il pesco è ancora da piantare, leggi come piantare un albero da frutto.

L’essenziale

La bolla si previene, non si cura: proteggi il pesco alla caduta delle foglie e soprattutto alla rottura delle gemme, prima delle piogge, e togli le foglie colpite prima che sporifichino.

Fonti

  • Regione Emilia-Romagna, Servizio Fitosanitario, R. Rossi, Per la bolla del pesco la difesa va perfezionata (2010) (documento non più disponibile online) — Soglia di 18 °C, ore di bagnatura, trattamenti tra autunno e fine inverno.
  • A. Aldini, Le avversità del pesco in coltura biologica (2009), documento della Regione Emilia-Romagna (documento non più disponibile online) — Sintomi, condizioni di infezione, finestra dalla caduta foglie al bottone rosa.
  • Regione Marche, Notiziario agrometeorologico di produzione integrata, provincia di Ancona, 8 febbraio 2023 (documento non più disponibile online) — Intervento alla rottura delle gemme, prodotti ammessi, limite del rame, cancri rameali.
  • RHS, Peach leaf curl — Ciclo del fungo, riparo antipioggia, raccolta delle foglie, varietà meno sensibili.

Sullo stesso tema